Post del forum

silviabottino74
16 apr 2019
In I casi
in base a quanto ci siamo dette l'ultimo incontro, spiego brevemente il caso che mi interessa maggiormente in questo momento. Ribadisco comunque che se vogliamo fare un "gruppo medie" e concentrare il vostro intervento in presenza (per esempio sulla classe multietnica di Cristina) io sono d'accordo. In una prima c'è una situazione molto conflittuale con un'alunna. La ragazza è in un momento di difficoltà familiare che sicuramente le reca sofferenza e disagio. E' però restia a seguire le regole della scuola e socializza poco e male con i compagni. Per esempio fa assenze mirate durante le verifiche, usa spesso il cellulare in classe nonostante il divieto, i suoi compagni fanno regolarmente la spia su quello che lei fa. In classe è un continuo battibecco con i compagni, i docenti intervengono spesso per sedare una lite. Recentemente la ragazza è stata sospesa per aver postato un video girato in classe. Il giorno successivo alla sospensione, durante un'uscita sul territorio, l'ho sorpresa a suonare i citofoni in strada!!!!! E' una situazione esplosiva che temo possa peggiorare nei prossimi anni. Non saprei cosa fare per migliorare ,almeno, il suo rapporto con i coetanei. Grazie
0
0
11
silviabottino74
04 apr 2019
In I casi
Quest’anno, a ottobre, mi sono trovata in una classe nuova a dover gestire (o meglio non saper gestire) un conflitto con un alunno. Anche lui “nuovo” nella classe perché ripetente (anzi pluriripetente) si è scontrato malamente con me una mattina alla fine della ricreazione. B. non aveva l’intenzione di sedersi al suo posto (assegnatoli dal coordinatore) preferendo stare appollaiato con i piedi su una sedia vicino ad un compagno a lui più simpatico. La situazione accadeva alla fine della ricreazione quindi in un clima di caos e rumore generale. Dopo avergli chiesto due volte di sedersi al suo posto in modo tranquillo (penso) la terza volta ho alzato la voce assumendo un tono più autoritario. B. è scattato con una reazione che mi ha colto di sorpresa e, non mi piace dirlo, mi ha spaventata. Ha iniziato ad insultarmi (“ma che c… vuoi, vaffa……, ecc. ecc.)in modo molto aggressivo. In quell’istante è entrato in classe il collega dell’ora successiva che, vedendo la situazione, al posto di “difendermi” ha cercato di calmare le acque minimizzando l’evento dicendo “ma si sono ragazzi…..”. La reazione del collega mi ha fatto sentire ancora peggio…. Mi sono sentita ferita ed abbandonata. A quel punto, non potendo andarmene con “la coda tra le gambe”, ho invitato B. ad uscire dall’aula per calmarsi e chiarirsi con me ma lui ha rifiutato. Ho quindi cercato un collega di sostegno, maschio, che conosce bene B. da più anni. “Probabilmente – mi ha detto lui - non accetta di essere ripreso da una donna, gli parlo io”. Assieme siamo tornati in classe dove il collega ha chiesto a B. di uscire tutti e tre per chiarire quello che era successo con me e scusarsi. B. ha replicato di non aver niente da chiarire e di non voler uscire. A quel punto ho scritto una nota sul registro elettronico sull’accaduto ma ho avuto netta la sensazione di non aver saputo reagire in modo corretto. Con i colleghi del c. di c. abbiamo poi provveduto a sospendere B. pensando però ad un progetto con finalità educative da attuare nei tre giorni di sospensione in presenza, a turno, degli insegnanti di classe: il tutto per dare un senso meno punitivo e più costruttivo alla sospensione. Il progetto, sfortunatamente, non è stato attuato per via del mancato appoggio della Dirigente che lamentava un “vizio di forma”. La mancata “punizione” ha contribuito a far perdere credibilità al corpo docente ed a me in particolare. B. ha smesso di salutarmi, cerca di non incrociare il mio sguardo, mi ignora. Io non lo saluto, non lo invito ad uscire in auletta per lavorare a piccolo gruppo come a lui servirebbe, lo ignoro. B. ha smesso di venire a scuola. Io sento un grande senso di sconfitta. servirebbe, lo ignoro. B. ha smesso di venire a scuola. Io sento un grande senso di sconfitta.
0
0
7
silviabottino74
Altre azioni