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Presentazione casi- HOMEWORK PER INCONTRO N.2
In I casi
infoequilibriovada
03 apr 2019
Salve a tutti. Leggendo i materiali ho riflettuto sul nostro ruolo all'interno della classe e ho cercato di far affiorare quello che più sento "conflittuale". Infatti a ben vedere non posso in realtà parlare di conflitti come ci si aspetterebbe, ma forse di "disagi". Quelle piccole o grandi sensazioni negative che possono essere sopportate, ma che "alla lunga pesano". Parlerei, quindi, di una conflittualità celata, quel non detto che è difficile e scabroso trattare, lo chiamerei il conflitto "latente" tra colleghi. Scomodissimo questo argomento perché va a toccare ciò che è tabù: la libertà di stile, approccio, modello di insegnamento e personalità "docet" dell'insegnante che sono sacri. Non ci diciamo, però, che, spesso, il clima di una classe, i rapporti che in essa si creano, oggi, dipendono dal comportamento dei componenti del team docente. Nella scuola, dove ce ne sarebbe bisogno, forse per quel tabù che ho citato, non esiste un gruppo di supervisione dei team, non esiste, quindi, un "luogo" di riflessione sul lavoro organizzativo e mediatore del team né in senso didattico (almeno nella secondaria i consigli di classe risultano insufficienti anche per parlare dei ragazzi, figuriamoci del team) né in senso psicologico relazionale. Capita, quindi, che durante l'anno speriamo solo di non finire in team con quel collega, quel collega finirà per non desiderare di essere con noi. Non riusciamo a confrontarci con sospensione del giudizio perché manca una figura "superpartis" o perché temiamo ingerenze nella "sacralità" nell'essere docente. In questo modo io rimango io, tu rimani tu, gli attriti aumentano, le chiacchiere di corridoio pure. Quindi, finisci, settimanalmente, con l'entrare nella classe del collega vicino a chiedere gentilmente: "Che succede qui?" (visto che si sentono rumori e un chiasso infernale)" Per trovare gli alunni alla cattedra ed il collega o la collega "piccolo/a" in un angolo che tenta di urlare che: "Io non ce la faccio più, ma con te stanno bravi?". E tu, per non offendere: "Eh sì sono terribili...io tento di...ma ti capisco.." Quando vorresti dirgli: "Ma incapace come fai a fare l'insegnante". Poi torni nella tua classe e ti chiedi se solo il pensare a questo nella tua mente non sia un "peccato", ti dici che sopporterai il tutto e che non è colpa del collega, ma del sistema. Fino al prossimo conflitto che devi sedare ......
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